Il Circolo della Libertà di Milano “Orfeo” è stato invitato a partecipare alla diretta televisiva della TV della Libertà in onda il 12.09.2007 e dedicata ai temi dell’indulto e della sicurezza del cittadino, che hanno recentemente riempito le prime pagine dei giornali.
Per iniziativa del nostro Presidente, mi è stato concesso l’onore di partecipare alla diretta televisiva per rappresentare in quella sede il C.d.L. Orfeo e per testimoniare il grande impegno dei Circoli della Libertà in ordine ai più problematici aspetti socio-politici del nostro Paese, nonché il costante desiderio di salvaguardare la libertà e i diritti dei cittadini, sensibilizzandone le coscenze, attraverso il sereno dibattito e l’esercizio di un obiettivo pensiero critico, per giungere ad un concreto rinnovamento del nostro Paese.
Sono altresì intervenuti nella trasmissione l’avv. Bertazzi Niclola, Stefano Zurlo de “il Giornale”, Francesco Russo in qualità di rappresentante della CONSAP, Arturo Diagonale de “l’Opinione” e Giosuè Naso, avvocato penalista.
Durante il dibattito ho avuto occasione di mettere in risalto quanto il Circolo della Libertà Orfeo, come del resto gli altri Circoli, condividano e salvaguardino i fondamentali valori della legalità e della sicurezza, ricordando che in seguito all’approvazione da parte del Parlamento italiano della legge sull’indulto (L 241/’06), che ha peraltro trovato un consenso apparentemente ampio e trasversale tra le varie forze politiche, le critiche, i ripensamenti e i dubbi si sono andati moltiplicando.
Si intende, ovviamente, per indulto quel provvedimento generale di clemenza che estingue la pena irrogata per quei reati ed entro quei limiti previsti dalla legge che lo concede.
Pur avendo la saggezza di voler leggerle le statistiche con il giusto approccio serenamente critico ed obbiettivo, ci viene dipinto un quadro ove oltre il 20% dei soggetti rilasciati dagli istituti di pena in applicazione dell’indulto commettono nuovi reati ai danni dei cittadini, i quali, conseguentemente, percepiscono che la loro sicurezza non è più un diritto così certo ed intangibile e sono sempre più sfiduciati ed intimoriti dalla crescente ondata di criminalità (si veda ANSA – Ipsos Public Affaires per conto de “Il giornale della Libertà”).
Numerose sono poi le testimonianze degli appartenenti alle forze di Pubblica Sicurezza che riferiscono di casi in cui lo stesso delinquente è stato arrestato in un brevissimo arco temporale fino a dieci volte consecutive.
Ebbene, ritengo che sia sensato interrogarsi sulla “opportunità” del provvedimento d’indulto in relazione ai suoi effetti diretti sui cittadini ed al suo rapporto tra costi e benefici sociali ed economici per lo Stato.
Infatti, se da un lato l’indulto è previsto dalla nostra Carta Costituzionale e dal codice penale vigente, ed è quindi strumento assolutamente legittimo per l’ordinamento giuridico, d’altro canto viene a volte a scontrarsi con altri principi fondamentali dell’ordinamento quali, ad esempio, quelli della certezza del diritto, della certezza della pena, della funzione rieducativa della pena.
A ciò si aggiunga che l’indulto ha, di fatto, estinto le pene per molti reati per i quali doveva essere ancora celebrato o concluso il processo, senza tuttavia estinguere gli stessi, talché l’iter processuale dovrà essere comunque portato a termine, pur risultando totalmente inutile, distogliendo le già scarse risorse degli uffici giudiziari da altri processi.
Ne deriva, che il minor esborso dello Stato per il mantenimento presso le carceri dei circa 25.000 detenuti posti in libertà mediante indulto è pressoché compensato, se non superato, da costi di altra natura che, sempre più spesso, comprendono anche reati commessi dagli indultati a discapito della integrità fisica, della libertà e del patrimonio dei cittadini comuni.
In conclusione, le esigenze statali di rinnovamento della macchina giudiziaria e penitenziaria, la soluzione dei complessi problemi legati alla vita carceraria, pur essendo riforme assolutamente attuali ed auspicabili, non dovrebbero comunque essere attuate a discapito di un valore e di un diritto come quello della sicurezza del cittadino, che è uno dei primi e principali corollari del principio e del diritto a quella libertà che noi tutti sempre invochiamo e garantiamo.
Avv. Glauco Maiocchi – Socio del CdL Orfeo
