Cena Sociale del 10 Luglio 2007

Per festeggiare i sei mesi del Circolo della Libertà Orfeo abbiamo organizzato un'importante cena nella meravigliosa cornice del Grand Hotel Villa Torretta.

Veramente molte le presenze e ad onorare la serata non solo è intervenuta la TV della LIbertà ma abbiamo avuto anche l'onore di ricevere la telefonata di Michela Vittoria Brambilla, il cui discorso è stato trasmesso in sala.


 

Trascrizione del discorso di saluto di Giovanni Bonomo ai commensali:

(…) Diritti politici e civili, giustizia, governabilità, lotta contro ogni dispotismo, vuoi della maggioranza che dell’opposizione, di destra o di sinistra, da qualunque parte provenga, questi sono i contenuti fondamentali della libertà dell’uomo di oggi. Presupposti indispensabili, che superano le distinzioni ideologiche perché basati su valori e princìpi essenziali. Noi del Circolo della Libertà Orfeo crediamo che in un Stato davvero liberale il semplice rispetto delle leggi non sia sufficiente a garantire la piena libertà. Occorre quel “valore aggiunto” che solo la virtù e il senso civico dei cittadini possono dare. Noi del CdL Orfeo abbiamo una grande opportunità di fare politica "senza prendere il potere". Non dimentichiamo che la partecipazione politica (ma non solo quella elettorale) è esplicitamente prevista dalla nostra Costituzione, con il principio di sussidiarietà (art. 118) e la previsione dell’impegno di ogni cittadino a contribuire al progresso materiale e spirituale della società (art. 4). Nel nostro Documento Programmatico abbiamo sottolineato l'importanza della partecipazione politica alla base della società. Noi crediamo che un socialismo liberale e riformista debba essere costruito tutti i giorni dal basso, nella coscienza e nella cultura individuale. Ora, ci sono i liberali, tanti, ma manca il liberalismo; o meglio, ci sono tanti liberalismi quanti sono i liberali: il “Karl Marx” del liberalismo manca. In sua assenza, forse provvidenziale, resta però un’idea fondamentale: la libertà è la prima delle qualità che definiscono un uomo, anzi il prerequisito di tutto quanto attiene all’umano. Se liberi gli uomini impostano bene tutte le questioni fondamentali, il resto segue. Io personalmente, da uomo eticamente laico, penso che il concetto di libertà sia razionale e ragionevole, e che possiamo conquistarlo con un atteggiamento responsabile e civilmente, se non politicamente, impegnato, senza delegare la nostra coscienza ad alcuna autorità, terrena o ultraterrena. La libertà, presupposto della vita morale così del singolo come della collettività, è il più efficace mezzo e l’ultimo fine di un liberalismo con forza autenticamente riformista. E l’uomo libero è colui che pensa, riflette, guarda dentro di sé. Solo allora nasce l’impegno per un rinnovamento culturale, politico, morale. Nel contesto di questa piacevole cena che prelude alle vacanze estive, vorrei impegnarvi solamente in una riflessione, che già fece il filosofo Immanuel Kant (1724 – 1804): “Se la legge morale non fosse prima pensata chiaramente nella nostra ragione, noi non ci riterremmo mai autorizzati ad ammettere una cosa come la libertà. Ma se non vi fosse libertà, la legge morale non si potrebbe assolutamente trovare in noi”, grazie.

Giovanni Bonomo, 10 luglio 2007
VicePresidente CdL Orfeo